Illuminismo FVG

un itinerario artistico letterario

Piazza Mazzini

Angelica Ianesi, vita ed eredità culturale

Seduti in piazza Mazzini, con alle spalle la piccola chiesa e il monte Strabut, si scorge sulla sinistra un palazzo tardo-medievale: Casa Ianesi (o Janesi), la prima e più antica dimora della famiglia in città.

Della vita della letterata di casa Ianesi restano scarse tracce: una è l’iscrizione nel registro dei battesimi e dei morti nella città di Tolmezzo, che ne segnala la nascita in data 26 gennaio 1728 e ci dice che fu di famiglia notabile e iscritta alla confraternita di Sant’Ilario. Morirà il 12 aprile 1815, poco prima della caduta definitiva di Napoleone. Ma di lei rimane il segno indelebile dell’inchiostro sulla carta: il suo nome compare in testa a un poema satirico dal titolo Il Caffè, a un trattato filosofico-pratico sull’educazione femminile denominato Colloquio sopra gli studi delle donne e a quattro sonetti, raccolti in miscellanee poetiche dedicate a eventi religiosi e mondani.

Questo però non è bastato affinché gli storici e gli storici della letteratura ne parlassero come di un’autrice. Sia il Caffè e sia il Colloquio sono stati attribuiti a scrittori a lei contemporanei, e così la sua figura è stata oscurata e ridimensionata a mero pseudonimo. Potremmo chiederci, da dove nasce questa marginalizzazione? Forse dalla inconscia volontà della storiografia al maschile di escludere la parte femminile dalla nostra storia?

L’idea che il Caffè e il Colloquio siano stati scritti da uomini non è infatti sostenuta da alcuna prova, ma sembra originarsi nel puro pregiudizio: la sostiene l’assunto implicito che una donna, semplicemente, non poteva scrivere.

Facciamoci trasportare dai versi della poetessa Mariagiorgia Ulbar che, nella sua residenza artistica a Tolmezzo, ha investigato le tracce di Angelica Ianesi, creando una raccolta di poesie a lei ispirata.

L’inchiostro nel letto di lino segna una macchia
che dice a tutto il villaggio che sono una donna
che scrive
la finestra porta la voce di questo, esposto
il lenzuolo di lino con la macchia di inchiostro.

(da Gèlita, di Mariagiorgia Ulbar)

Io presupporrò che sia esistita. E presupporrò inoltre che, avendo vissuto nel mondo, abbia deciso di lasciarci traccia del suo pensiero, del suo sguardo su di esso. A crederlo, c’è solo da guadagnarci. Se anche non fosse l’autrice del Caffè e del Colloquio, Ianesi resta comunque un simbolo: rappresenta la forza creatrice, il desiderio di comunicare e di rompere il silenzio omertoso della Storia.